Lettera di Luchino Chessa a Massimo Gramellini

Luchino Chessa (sinistra) con il padre Ugo

Luchino Chessa (sinistra) con il padre Ugo


Caro Massimo,

mi chiamo Luchino Chessa e sono un familiare delle vittime della strage del Moby Prince, oltre che accidentalmente anche il figlio del comandante del traghetto.
La notte del 10 aprile 1991 la Moby Prince in uscita dal porto a poche miglia dalla costa sperono’ la petroliera Agio Abruzzo e si incendio’.
139 persone tra cui mio padre e mia madre morirono bruciate in attesa dei soccorsi che arrivarono ben un’ora e mezza dopo la collisione, un membro dell’equipaggio venne trovato morto annegato nella nafta. Sono passati 23 anni e due processi e varie indagini, l’ultima conclusasi nel 2010, non sono riuscite a capire cosa e’ successo quella notte.
L’archiviazione delle indagini del 2010 parla del comando del traghetto lanciato a tutta velocità che ha agito in modo superficiale e irresponsabile e che non ha visto una petroliera grande come un palazzo di 30 piani perché avvolta dalla nebbia.
Purtroppo l’unica nebbia che esiste è quella che ha avvolto il tribunale di Livorno. Noi familiari non ci stiamo e ancora adesso dopo 23 anni vogliamo avere giustizia.

Un video girato poco prima della tragedia a bordo del traghetto fa vedere due spensierate bambine in cabina, due bambine che di li a poco si troveranno in un inferno di fiamme e disperazione. Chiunque guardi il viso delle bambine non può non sentire la voglia di giustizia e di verità.

Forse siamo in un momento particolare e finalmente qualcosa a livello politico si muove. Sono state depositate in questi giorni due proposte di disegno di legge per la istituzione di una Commissione di inchiesta sulla vicenda, in parlamento da parte di SEL, primo firmatario Michele Piras, in senato da parte del M5S. I senatori Luigi Manconi e Silvio Lai hanno presentato una richiesta ai ministri della Difesa e della Giustizia di indagine ispettiva presso la procura di Livorno, in merito ad un perito del tribunale in palese conflitto di interessi, e anch’essi stanno per depositare la terza proposta di commissione d’inchiesta. Speriamo sia la volta buona. Noi continuiamo a lottare e non ci fermeremo mai, con lo sguardo di quelle bambine nella mente.

Caro Massimo ti chiedo di divulgare la vicenda a “Che tempo che fa” e dove tu vuoi. Solo divulgando il più possibile si può ostacolare chi cerca in tutti i modi di bloccare la strada per la verità.

Un caro saluto
Luchino Chessa

2 pensieri su “Lettera di Luchino Chessa a Massimo Gramellini

  1. Mi pare che sia ormai ora che si squarci il velo che ha coperto e nascosto le responsabilità di chi ha provocato questa tragedia!!!!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>