Luchino Chessa scrive a Matteo Renzi. “Tra le stragi oscure ricordate anche la Moby Prince”

A nome dei familiari delle vittime della strage della Moby Prince raggruppati nelle due Associazioni 10 APRILE e 140 esprimo il nostro plauso per la sua irrompente dichiarazione che prevede la desecretazione degli archivi di Stato, ma a quello che abbiamo potuto sentire si parla di alcune stragi rimaste oscure e non si fa cenno alla vicenda del Moby Prince.

Come Lei può’ ricordare la strage del Moby Prince risale al 10 aprile del 1991. Da allora ci sono state omissioni e manomissioni e indagini e processi che hanno portato ad un nulla di fatto. Quella notte nel porto di Livorno c’erano navi militarizzate in forza agli Stati Uniti, di ritorno dalla guerra del golfo e che dovevano scaricare armi nella base NATO di Camp Derby. C’era una petroliera, l’Agip Abruzzo, che si trovava in una zona di mare off limits per quanto riguarda l’ancoraggio, non c’era una nebbia inventata per depistare e per costruire una verità di comodo, non c’erano i tracciati radar, non c’erano satelliti che guardavano il porto di Livorno, non ci sono stati soccorsi organizzati e ci sono state 140 persone innocenti che hanno atteso per ore prima di morire bruciate.

La storia del Moby Prince e’ stata dimenticata per anni dalle istituzioni e solo da alcuni mesi esiste un movimento di vari gruppi politici, SEL, Movimento 5 Stelle, PD che vogliono la istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare e i Senatori Luigi Manconi e Silvio Lai hanno chiesto ai Ministri di Giustizia e della Difesa una indagine ispettiva presso la Procura di Livorno per evidenti irregolarità nella scelta di un perito in evidente conflitto di interessi.

Come familiari delle vittime chiediamo che si faccia piena luce su tutta la vicenda del Moby Prince anche utilizzando i documenti chiusi negli archivi segreti dello Stato, indispensabili per capire una volta per tutte quali logiche hanno gestito questi 23 anni di non verità.

Cerchiamo ancora di essere ottimisti e speriamo in un suo attivo intervento.

Cordiali saluti
Luchino Chessa

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>