Thermes – Olivieri e l’ex Ministro Scotti

Il 3 maggio la Commissione d’inchiesta sulla vicenda Moby Prince ha audito Vincenzo Scotti, Ministro dell’Interno all’epoca dei fatti, e gli allora guardiamarina Paolo Thermes e Roger Olivieri che hanno chiesto e ottenuto la secretazione dell’audizione.

Il Ministro Scotti ha confermato che il coordinamento del soccorso in mare era affidato alla Capitaneria di Porto, in prima istanza e, in presenza di una “insufficienza o inadeguatezza dei mezzi di soccorso” poteva essere affidato da questa al Comando Marina Militare di La Spezia. Tutto ciò in ragione del Decreto Ministeriale 1 giugno 1978.

L’intervento di estinzione dell’incendio, nelle sue fasi operative, era invece sotto il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Livorno.

Paolo Thermes e Roger Olivieri, la cui audizione è stata secretata, sono due testimoni oculari della scena prima e dopo la collisione. All’epoca guardiamarina in servizio presso l’Accademia Navale di Livorno, si trovarono ad osservare la rada di Livorno in due occasioni tra le 22 e le 22:20, prima dell’incidente, e successivamente intorno alle 22:30.

Stilarono un Rapporto Informativo su quanto videro e furono sentiti dalle autorità inquirenti anche nel Processo Moby Prince. Da sempre dichiarano di aver osservato una “nuvola biancastra” avvolgere la petroliera prima della collisione. Sulla petroliera videro in corrispondenza del castello di poppa un bagliore “rosso-arancio” intermittente. In un momento successivo asseriscono di aver visto la petroliera “spenta” ovvero senza luci accese, mentre il bagliore continuava. Collocano la Agip Abruzzo con prua verso nord, ma da una proiezione della loro testimonianza su carta nautica è ipotizzabile come tale percezione possa essere ingannevole, mostrando di fatto un orientamento della petroliera verso ovest.

Nel tentativo di dedurre a cosa si riferisse il fenomeno che videro hanno spiegato in più occasioni che ipotizzarono “un incendio sulla petroliera, precedente la collisione, cui il personale reagì con i mezzi antincedio”. Questo fino al “black-out” dell’Agip Abruzzo.

Successivamente attribuirono la colonna di fuoco e fumo a “l’esplosione della petroliera”.

Né Thermes né Olivieri hanno mai dichiarato di aver visto il traghetto in collisione, o con rotta di collisione o dopo la collisione, mentre lo videro in uscita dal porto dirigersi verso sud fino a pochi minuti dal momento dell’incidente.

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