Verso la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla vicenda Moby Prince – approfondimento n°3 “la nebbia”

Nell’immaginario collettivo la vicenda Moby Prince è associata ad un fenomeno meteorologico specifico: la nebbia da avvezione.

Nella Richiesta di archiviazione del 5 maggio 2010 la Procura di Livorno cita il tema al terzo punto della sua ricostruzione sull’accaduto:

“improvvisamente la nave entrava in un banco di nebbia (v., da ultimo: le dichiarazioni di Mattei e Valli – gli ormeggiatori che hanno salvato la vita all’unico superstite del Moby Prince – al P.M. il 23.11.2009, quelle di Muzio – pilota del porto che usci la notte della tragedia – rese al P.M.l’8/11/2009, ed ancora le dichiarazioni dell’unico superstite del Moby Prince, Bertrand, nuovamente sentito dal P.M. il 9 giugno 2009, e quelle di Rolla in sede di nuovo interrogatorio il 5 giugno 2009), che coglieva totalmente impreparata la plancia del traghetto in quanto non visibile otticamente, tenuto conto del buio della notte e della collocazione del banco stesso che si trovava basso sull’orizzonte verso il largo rispetto alla direzione del traghetto in modo da non costituire ostacolo né per l’osservazione delle luci della costa né per quella delle stelle

Il Report tecnico a supporto della richiesta di Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulla vicenda Moby Prince affronta questa tesi della Procura di Livorno nelle pagine 8 e 9.

Il tema della nebbia è forse quello che più evoca la vicenda Moby Prince, poiché finora la magistratura ha optato chiaramente per negare la validità di ogni contributo e documento che ipotizzasse l’assenza, o quantomeno minima rilevanza, di tale fenomeno atmosferico. I video disponibili, le testimonianze di molti, le registrazioni delle comunicazioni sul Canale 16 VHF ed in ultimo le condizioni atmosferiche accertate essere presenti quella sera del 10 aprile 1991 avrebbero dovuto consigliare quantomeno prudenza nel riaffermare ancora nel 2010 certezze circa la presenza di nebbia da avvezione in rada la sera della collisione.

Quello che ci lascia sconcertati è che esiste un evento ben descritto nella perizia di Consulenza Tecnica d’Ufficio degli Ammiragli Rosati e Borsa, che spiegherebbe esattamente, con tanto di calcoli numerici verificati, tutta la serie di fenomeni descritti dai testimoni e mostrati dai documenti audiovisivi: un guasto tecnico non segnalato a bordo della petroliera.

Di questa evidenza proposta dai propri Consulenti la Procura non ritiene di approfondire alcunché nonostante la portata della segnalazione ricevuta.

Agip Abruzzo - operazioni di spegnimento 11 aprile 1991

Agip Abruzzo – operazioni di spegnimento 11 aprile 1991 (l’impianto antincendio della petroliera appare inattivo)

Una semplice osservazione delle condizioni della petroliera attraverso le numerose fotografie disponibili agli atti avrebbe evidenziato la presenza di un’anomalia a bordo della stessa petroliera, per citare una concreta: l’efficienza dell’impianto antincendio a bordo dell’Agip Abruzzo.”

Nessuna foto agli atti ritrae l’apparato antincendio dell’Agip Abruzzo in funzione. Dal punto di vista tecnico la correlazione tra questa evidenza e quanto proposto dai consulenti della Procura della Repubblica di Livorno merita approfondimento.

Agip Campania - esercitazione antincendio

Agip Campania – esercitazione antincendio (come sarebbe dovuto apparire l’impianto sull’Agip Abruzzo)

Se infatti per tanti anni il quesito centrale è stato “c’era o non c’era nebbia”, la relazione Rosati e Borsa introduce un quesito inedito: “appurato il fenomeno, quella era o non era nebbia?“. Secondo i due consulenti nominati dal Tribunale di Livorno quanto ha interessato la sola Agip Abruzzo può essere il risultato di un banale incidente a bordo: la rottura di uno o più tubi vaporizzatori all’interno della camera di combustione dell’impianto caldaie dell’Agip Abruzzo, cuore elettrico della petroliera. Un inconveniente di questo genere, in soli 10 minuti, avrebbe generato la fuoriuscita di 74.000 metri cubi di “condensa”, qualcosa di molto simile alla “nebbia” ma che avrebbe per di più potuto avere effetti sui radar di bordo con possibile formazione di luminosità diffuse sullo schermo.

A sostegno della tesi degli Amm. Rosati e Borsa, il Report tecnico pone quindi all’attenzione due riscontri circa l’Agip Abruzzo: la mancata completa attivazione dell’impianto antincendio e l’assenza di illuminazione sul ponte di coperta, potenzialmente dovute all’assenza di corrente elettrica negli impianti. Nonostante alcuni testimoni a processo abbiano dichiarato che la petroliera, durante le operazioni di soccorso, fosse illuminata esiste documentazione fotografica (ne riportiamo una) che smentirebbe questa tesi.

Agip Abruzzo - 10 aprile 1991

Agip Abruzzo – 10 aprile 1991

Compito della Commissione Parlamentare d’Inchiesta è sicuramente accertare la veridicità della tesi degli Amm. Rosati e Borsa e, in conseguenza, verificare definitivamente – tramite gli elementi indiziari esistenti e le testimonianze puntuali da poter raccogliere sull’argomento – le condizioni della petroliera Agip Abruzzo prima e dopo la collisione.

In conclusione evidenziamo un’ultima nota utile ai fini del lavoro che la Commissione stessa dovrà intraprendere. La nebbia di avvezione, come fenomeno meteorologico, è stata il cardine su cui si è pervenuti alla condanna del terzo ufficiale Valentino Rolla e di SNAM s.p.a. nel processo di appello Moby Prince. Valentino Rolla è stato giudicato colpevole – benché non punito per prescrizione del reato – per comportamento negligente legato alla nebbia, ovvero per non aver attivato i segnali di identificazione e non aver accenso il radar di bordo in corrispondenza dell’insorgere di questo tipo di fenomeno meteorologico.

Se quanto teorizzato dai Consulenti della Procura di Livorno fosse corrispondente al vero, l’equilibrio delle responsabilità cambierebbe. Chi, tra il personale Agip Abruzzo, avrebbe dovuto segnalare il guasto? A chi andrebbe riconosciuta la responsabilità del guasto stesso e quindi delle condizioni che avrebbero favorito quanto accaduto?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>