#iosono141

Il 5 maggio 2010 la Procura di Livorno archivia il caso Moby Prince, tentando di mettere una sorta di pietra tombale su questa storia.

Dal 5 maggio 2013 è pubblico e accessibile Verità privata del Moby Prince.
Ho scelto questa data per segnalare a chi la credeva conclusa che questa storia si chiuderà con l’unico finale possibile: verità e giustizia.
Fino ad allora io e molti altri continueremo ad essere al fianco dei familiari delle vittime in questa lotta civile che, come ho imparato a scoprire, non coinvolge solo loro.

La strage del Moby Prince non ha lasciato dietro di sè solo 140 vittime ed il dolore dei loro cari. Non ha lasciato solo un seppur nutrito gruppo di persone, provenienti da tutta Italia, che su quel traghetto hanno perso una parte molto importante della loro vita.
A causa del lungo percorso di questa vicenda ritengo possibile sostenere che col Moby Prince si sia segnato uno spartiacque di questo paese. C’è una parte di quest’ultimo che ha ricevuto e continua a ricevere beneficio dal fatto che questa storia continui ad essere segnata dal triste slogan “140 morti e nessun colpevole”. Chi denaro, chi impunità, chi semplicemente la possibilità di perpetuare un’esistenza indifferente davanti al peso della responsabilità.
Accanto a questo numeroso insieme di cittadini italiani ce n’è uno simmetrico, forse equiparabile per numero. Sono coloro che si sono sentiti e continuano a sentirsi feriti da questa storia. Sono i tanti che con passione partecipano al gruppo facebook “Quelli che esigono la verità sul Moby Prince” o che ogni anno, il 10 aprile, arrivano a Livorno per unirsi ai familiari delle vittime rimasti attivi nella richiesta di verità e giustizia.

Io sono uno di loro e Verità privata del Moby Prince racconta come è accaduto e spero possa coinvolgere altri in un percorso analogo per finalità e strumenti.

Nel Maggio del 2012 un gruppo di 131 studenti messicani contestò duramente il candidato alla presidenza Enrique Peña Nieto durante un suo intervento all’Università Iberoamericana di Città del Messico. Gli studenti dichiaravano il loro sdegno circa i celebri fatti di Atenco, in cui Enrique Peña Nieto – da governatore dello Stato del Messico – represse nel sangue una libera manifestazione della società civile. Al grido di “Atenco non si dimentica” gli studenti riuscirono a bloccare il discorso del candidato premier e costringerlo ad uscire rapidamente dall’ateneo.
Il giorno seguente la stampa ed alcuni gruppi politici sminuirono l’accaduto, ridicolizzando gli studenti nel segnalare che fossero “solo 131″.
Il medesimo giorno migliaia di studenti ed altri esponenti della società civile, richiamati dai 131 ad un gesto di solidarietà, condivisero il messaggio “YOSOY132″ ovvero Io Sono il 132.
Prese vita così il movimento YoSoy132 che in poco tempo diventò tra le espressioni più vitali ed aggregative del complesso panorama attivistico messicano.

Il 10 Aprile 2013, durante la commemorazione del 22esimo anniversario della strage del Moby Prince quest’idea ha iniziato a prendere forma. Quella frase pronunciata da centinaia di migliaia di persone in solidarietà dei 131 che li avevano preceduti in una lotta evidentemente comune, era un simbolo da poter adattare a questa storia.
Perché chiunque oggi sia accanto ai familiari delle vittime del Moby Prince per chiedere verità e giustizia lo fa perché ferito dal percorso di questa vicenda. Lo fa perché si sente colpito o colpita, si sente vittima di una storia che chiede un altro finale.

“Iosono141″ è una campagna permanente di sostegno alla lotta dei familiari delle vittime del Moby Prince per verità e giustizia.

In questo momento è tesa a

  • supportare l’azione congiunta dei familiari del Moby Prince per l’apertura di una Commissione di Inchiesta Parlamentare sulla vicenda (leggi l’appello e condividi) – OBIETTIVO RAGGIUNTO il 22 LUGLIO 2015
  • supportare l’azione di pressione sui testimoni diretti ed indiretti della vicenda perché possano fornire ulteriori e più precise indicazioni sull’accaduto
  • avvicinare un numero di persone sempre più crescente intorno a questa lotta civile tramite l’adesione al gruppo facebook “Quelli che esigono la verità del Moby Prince” e la divulgazione della storia di questa vicenda con hashtag #iosono141
  • favorire la creazione di una massa critica di persone che chiedano la riapertura del caso con il capo di imputazione di “strage dolosa”

Per capire come partecipare visita la pagina PARTECIPA!

8 pensieri su “#iosono141

  1. Ho visto con i miei occhi la nave bruciata rientrare in porto, sopra c’era il cadavere della sorella di un mio amico… non posso, non voglio dimenticare.

  2. Pingback: #iosono141 | Dr. Francesco Sanna

  3. Io sono stato al relitto quando era ancora a largo. La vergogna caduta sui responsabili li renderà visibili prima o poi. La mostruosa morte de i 141 non rimarrà senza Giustizia. Lo sappiano coloro che sanno….

  4. io ho perso mio zio in quella sciagura e ancora oggi con la mia famiglia soffriamo perchè ancora oggi non c’è verità,ma sapete cosa vi dico che se esiste davvero un dio un giorno saranno puniti per la morte di queste persone e per l’infinito dolore delle loro famiglie.

  5. La sinistra per Castagneto
    http://www.sinistrapercastagneto.org
    info@sinistrapercastagneto.org

    Il Consiglio Comunale di Castagneto Carducci
    Ricordata la tragedia del Moby Prince, che il 10 aprile 1991 costò la vita a 140 persone,
    Preso atto che l’ ultima inchiesta giudiziaria è stata archiviata tre anni fa, senza che si identificassero gli autori di questa ennesima strage rimasta impunita,
    Rammentato la grande attenzione alla vicenda dimostrata dall’ Amministrazione Comunale che ogni anno, a Livorno, partecipa in modo formale alla commemorazione per chiedere giustizia per le vittime del Moby Prince
    Rammentato che il nostro territorio ha manifestato più volte la vicinanza al Comitato dei familiari delle vittime, invitando il Presidente,Loris Rispoli, a parlare in occasione di dibattiti organizzati da associazioni del nostro comune,
    Convinti della necessità di fare piena luce su questa e sulle altre stragi che per più di mezzo secolo hanno insanguinato l’ Italia e che senza la ricerca della verità il nostro Paese non può dirsi pienamente democratico e la nostra Costituzione pienamente attuata,
    aderisce
    con convinzione, alla campagna #io sono 141, promossa dal Comitato dei familiari delle vittime del Moby Prince e invita i consiglieri, il sindaco e la Giunta e tutti i cittadini a sottoscrivere l’ appello attraverso il sito internet
    http://www.iosono141.veritàprivatadelmobyprince.com
    Il Consiglio Comunale di Castagneto Carducci chiede al Sindaco di inviare il presente ordine del giorno anche ai Consigli Comunali della Bassa Val di Cecina, chiedendone l’ approvazione

    Castagneto Carducci, 28 maggio 2013 Paolo Francini – consigliere

  6. Pingback: Verità privata del Moby Prince è in distribuzione in formato cartaceo e e-book | #IoSono141

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